Mademoiselle Chambon
(Id., Francia, 2009)
Regia: Stéphane Brizé. Soggetto: dall’omonimo romanzo di Eric Holder. Sceneggiatura: Stéphane Brizé, Florence Vignon. Montaggio: Anne Klotz. Fotografia: Antoine Héberlé. Scenografia: Valérie Saradjian. Costumi: Ann Dunsford. Musica: Ange Ghinozzi. Interpreti: Vincent Lindon (Jean), Sandrine Kiberlain (Véronique Chambon), Aure Atika (Anne Marie), Jean-Marc Thibault (il papà di Jean), Arthur Le Houérou (Jérémy). Produttore: Miléna Polio, Gilles Sacuto. Produzione: Ts Productiones. Durata: 101’.
Jean (Vincent Lindon) conduce una vita all’insegna della serena e placida ordinarietà: trascorre felicemente le giornate tra i cantieri nei quali lavora come muratore e la dolce e rassicurante sfera domestica accanto all’amata moglie e al figlio Kevin. Un giorno riportando a casa Kevin da scuola, Jean incontra Véronique Chambon (Sandrine Kiberlain), l’insegnante di violino del figlio, elegante, riservata, affascinante come nessun’altra donna da lui conosciuta. Profondamente colpito, in Jean nasce un periodo di profonde riflessioni e bilanci sulla propria vita, sulle scelte fatte, sulla felicità raggiunta, sui rapporti famigliari. L’amore per Véronique assume i contorni di un punto di svolta: opportunità di cambiamento o irreale vagheggiamento romantico da respingere?







